ANNULLAMENTO CARTELLE ESATTORIALI PER MANCATA NOTIFICA E/O PRESCRIZIONE 

Quando un contribuente viene  a conoscenza di una cartella esattoriale, non perché gliel’abbia notificato il postino o l’ufficiale giudiziario, ma dalla lettura dell’estratto ruolo giudiziario, può proporre opposizione e chiederne l’annullamento. Ciò è  quanto hanno statuito i Giudici della Suprema Corte di Cassazione  con la  recente Sentenza n.12883 /2020  i quali hanno confermato l’indirizzo per il quale  l’estratto ruolo giudiziario costituisce prova della entità e della natura del credito portato dalla cartella esattoriale e può costituire  strumento a mezzo del quale si può proporre opposizione.
 Difatti i difetti di notifica e le intervenute prescrizioni, seppur nascondendo qualche insidia costituiscono spesso  presupposti per  i quali si può richiedere ed  ottenere l’annullamento della cartella esattoriale, tanto più che la prova dell’avvenuta notifica  a mezzo di produzione della cartolina firmata in originale deve essere fornita dalla Agenzia delle Entrate.Il  cittadino che scopre  con l’estratto ruolo giudiziario che esistono  presupposti (mancata notifica o intervenuta prescrizione) per impugnare la cartella  può  entro trenta giorni proporre opposizione con ricorso dinanzi  l’Autorità Giudiziaria competente per materia (per es. per multe auto il Giudice di Pace,per contributi inps  il  Giudice del Lavoro, per tributi la Commissione Tributaria). Bisogna però precisare che l’opposizione non deve essere proposta  nel ricorso  contro la cartella esattoriale  ma contro l’atto successivo che si presume prodromico del primo.
Lo Studio Legale Monetti & Associati, con  il proprio team di avvocati esperti nel settore, offre una assistenza legale qualificata, a tutti  le persone  che richiedendo l’estratto ruolo giudiziario  hanno scoperto dell’esistenza di cartelle esattoriali mai notificate e  per tale motivo richiedere ed ottenere l’annullamento delle stesse.
Per contattarci entra nel nostro sito www.monettieassociati.it e invia un email all’indirizzo info@monettieassociati.it
e ti forniremo una assistenza legale rapida e qualificata  oppure invia un messaggio sulla nostra chat  di Facebook   per avere un contatto immediato.
avv. Marco Monetti  Founder and managing partner dello Studio Legale Monetti&Associati

RISARCIMENTO TELEFONIA FISSA E MOBILE TIM(TELECOM) PER MODIFICA CONTRATTUALE UNILATERALE. 

Con la   Sentenza n.1529 /2020 i Giudici del Consiglio di Stato hanno ritenuto legittimo il regolamento introdotto  dall’Autorità del Garante delle Comunicazioni che prevede per  i gestori telefonici la possibilità di modificare le condizioni economiche o contrattuali solo  a mezzo di  comunicazione inviata  agli utenti interessati, con adeguato preavviso non inferiore a trenta giorni e contenente le modifiche introdotte e soprattutto  l’indicazione  dei motivi che le giustificano, la data di entrata in vigore delle stesse e l’informativa completa sul diritto di recesso dal contratto senza penali.
 In conseguenza di tale pronuncia e del regolamento introdotto   l’operatore di telefonia, nell’esercizio del diritto potestativo di modifica del contratto (ius variandi), non può più limitarsi ad inviare un sms o una lettera nella quale comunica, sic et sempliciter, all’utente  le modifiche  (nuovo prezzo, servizi, minuti etc), ma  è costretto, a pena di illegittimità, ad  indicare le ragioni oggettive sopravvenute che  hanno determinato tale modifica.
L’utente telefonico, in assenza di tali presupposti e in presenza di una illegittimità  modifica contrattuale, può quindi opporsi  e richiedere alla compagnia telefonica non solo  il ripristino delle  condizioni pattuite inizialmente ma anche il risarcimento delle somme ingiustamente  pagate oltre chiaramente agli indennizzi previsti dalle delibere AGCOM e dalla carta servizi.

Va precisato che con   il decreto legislativo n. 206 del 2005 (Codice del Consumo) all’art.33, il legislatore  aveva già previsto tale fattispecie e aveva inteso tutelare  il contraente debole, limitando il potere potestativo della parte contrattualmente dominante,  prevedendo due clausole  di tutela per modifiche contrattuali unilaterali, ma ciò  nonostante, gli operatori di telefonia  hanno per anni abusato   della propria posizione dominante, ritenendo tale articolo non applicabili ai contratti di telefonia e  modificando senza alcun giustificato motivo le iniziali offerte proposte  aumentando anche notevolmente i prezzi degli abbonamenti inizialmente sottoscritti.

Lo Studio Legale Monetti & Associati, con  il proprio team di avvocati esperti nel settore,  offre una assistenza legale qualificata, a tutti  gli utenti telefonici   che hanno subito  modifiche contrattuali illegittime e hanno per tale motivo diritto ad ottenere la restituzione delle  somme ingiustamente pagate, delle  penali, degli indennizzi previsti dai regolamenti amministrativi e dalle carte servizi  oltre al ripristino delle condizioni contrattuali inizialmente sottoscritte.
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RIDUZIONE CANONI LOCAZIONE PER EMERGENZA COVID -19

Con l’Ordinanza n.29683 dei  Tribunale  di Roma, con quella   del Tribunale di Venezia R.g.4324 e soprattutto con la relazione n.56 del  8 luglio 2020 della Suprema Corte di Cassazione si è ormai affermato e consolidato  un principio di diritto per il quale tutti coloro che devono  pagare un canone di locazione  ad uso abitativo o commerciale e si trovano  in qualche affanno economico conseguenza della situazione emergenziale in atto (Covid-19), con possibilità di dimostrare tale diminuzione della propria capacità reddituale, possono chiedere al proprietario una riduzione del canone di locazione nella misura del 20% per locazione abitativa e 40% per quella commerciale. Il principio che si è affermato in giurisprudenza  scaturisce dall’articolo 2 della nostra costituzione che sancisce  l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Per cui le parti, in applicazione di tale  suddetto e inviolabile principio fondamentale costituzionale , sono obbligate  ad adottare un comportamento ispirato ai doveri di solidarietà e buona fede e di conseguenza a rinegoziare un contratto divenuto squilibrato a causa di fattori sopravvenuti ed imprevedibili. In conseguenza di quanto innanzi specificato per l’inquilino, non solo vi è solo la possibilità di richiedere al proprietario la rinegoziazione del contratto di locazione  ma in caso di un suo diniego di ricorrere al Tribunale competente per materia e territorialmente per chiedere  la modifica del contratto originario. Si osservi che, in  caso di pronuncia del Tribunale, per orientamento della recente  giurisprudenza, risulta determinante  la  centralitàdell’attività di contrattazione svolta dalle parti prima che il processo rinegoziativo si interrompa, in quanto da essa  possono  residuare spiccati elementi per la decisione. Va, comunque, sottolineato  che l’indisponibilità del proprietario a rinegoziare i canoni  non equivale automaticamente a una pronuncia di  mancata riduzione del canone di locazione, perché  il giudice adito, in sede di sfratto o ingiunzione di pagamento per i canoni scaduti o in altre fattispecie,  sarà sempre  tenuto a valutare l’opportunità della riduzione e solo nel  caso la ritenesse legittima, la determinerà sostituendosi alle parti contrattuali.
Lo Studio Legale Monetti & Associati, con  il proprio team di avvocati ,  offre una assistenza legale qualificata, per  tutti coloro che avendo  un contratto di locazione in essere (abitativo e commerciale)hanno avuto in questi mesi, a causa del covid 19, una comprovata diminuzione del proprio reddito.
Lo Studio, si occuperà di valutare tutta la documentazione inviata, redigere lettera di richiesta di riduzione canone  da inviare ai proprietari e assistere i propri clienti nella eventuale  fase giudiziale.
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