DIRITTO A UN MAXI RIMBORSO PER RINNOVO DELLA CESSIONE DEL QUINTO E ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO

Con la recentissima Sentenza n. C-383/18 del caso Lexitor la Corte di Giustizia Europea  ha stabilito il principio per il quale il consumatore, in caso di estinzione anticipata e/o rinnovazione del debito, ha diritto al rimborso  di tutte le spese   sostenute in fase di erogazione del prestito in proporzione della quota non goduta e non solo di quelle recurring  (quelle variabili temporalmente).

Com’è notorio  il diritto del consumatore di estinguere e/o rinnovare anticipatamente il proprio debito è disciplinato ai sensi  dell’art. 125 sexies del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia – TUB – (D.lgs. n. 141/2010) che tra l’altro prevede che il consumatore ha diritto al rimborso di una parte  del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.

Quello che  viene  modificato  da questa importante pronuncia della Corte di Giustizia Europea  è che nell’applicare l’art.125 -sexies tub, gli istituti creditizi, in caso di rinnovo del quinto dello stipendio e o della pensione,  dovranno  rimborsare  non  i soli costi recurring, come hanno fatto in questi anni  ma anche quelli up front  che  corrispondono ad esborsi dovuti per adempimenti preliminari alla concessione del finanziamento (ad es. la gestione della pratica, le spese di istruttoria ecc.)  e dovranno farlo anche per il passato (ultimi dieci anni).

Di conseguenza il consumatore in considerazione di tale importante pronuncia della Corte di Giustizia Europea, ha diritto ad un maxi rimborso, potendo  richiedere all’ente creditizio il pagamento anche di quei costi up front che  sicuramente non gli sono stati  rimborsati, negli ultimi dieci anni, in sede di estinzione del finanziamento  e/o rinnovo della cessione del quinto.

Per cui la norma contrattuale che prevedeva la non  ripetibilità dei costi riferiti ad attività preliminare, in quanto contraria a norma imperativa è affetta da nullità (di protezione ) rilevabile di ufficio così come ha statuito l’ Arbitrato bancario finanziario con la importante pronuncia del 11 dicembre 2019.

Il nostro Studio Legale Internazionale Monetti &Associati, con il proprio  team di avvocati e consulenti, offre assistenza legale a tutti i consumatori  che negli ultimi dieci anni  hanno rinnovato la cessione del quinto dello stipendio  e/o pensione o hanno estinto un finanziamento prima della scadenza naturale intervenendo velocemente  in tutta Italia   con tutte le azioni legali necessarie al fine di fare  ottenere ai propri clienti  il maxi rimborso spettante e mai pagato dagli istituti finanziatori.

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avv. Marco Monetti  Founder and managing partner dello Studio Legale Monetti&Associati

CANCELLAZIONE DEL NOMINATIVO DALLA  CRIF (SISTEMA DI INFORMAZIONI CREDITIZIE)

Com’è notorio, il mancato pagamento  di un finanziamento e/o mutuo e/o prestito e/o carta di credito e/o scoperto bancario  comporta che l’intermediario finanziario erogatore del denaro iscriva il  nominativo del consumatore inadempiente alla Centrale di Rischi (CRIF) impedendogli di fatto la possibilità di poter accedere a qualsiasi forma di finanziamento e di acquisto rateizzato. L’intermediario finanziario ha a disposizione  due tipi di segnalazioni  che dipendono  prevalentemente dall’entità del prestito  e dalla situazione debitoria del debitore  fattori e cioè quella fatta alla Centrale Rischi della Banca D’Italia e quella alla Crif.
La prima segnalazione avviene quando l’ente creditizio verifica una situazione patrimoniale deficitaria del debitore, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica, la seconda avviene invece anche per le minime insolvenze e quindi per difficoltà economica  transitorie.

È da evidenziare che la  iscrizione in uno dei  sistemi di informazioni creditizie, che avviene mediante segnalazione dell’istituto di credito erogante il finanziamento non rimborsato secondo le dovute modalità, non solo comporta l’immediata impossibilità per il segnalato di richiedere un finanziamento ma anche che l’estensione di  tale impossibilità  permanga per diversi anni.

Però, non sempre le iscrizioni alla Centrale di Rischi Bancaria e alla Crif sono legittime, anche se si è omesso di pagare  numerose rate di un  finanziamento, di un mutuo o di qualsiasi forma di prestito (scoperto bancario, carta di credito etc.). Ciò avviene  quando  gli istituti creditizi non applicando le norme di legge previste a tutela del consumatore  segnalano  alla Crif e alla Centrale Rischi Bancaria  la posizione debitoria dell’inadempiente omettendo   di avvisarlo  con  15 giorni di anticipo  della possibilità dell’inserimento del suo nominativo nelle già  citate centrali di rischi  oppure in altra maniera non conforme alla normativa. In tal senso, va evidenziato che la giurisprudenza della Suprema Corte ha statuito con numerose e univoche pronunce l’obbligo per l’intermediario finanziario di notiziare l’interessato circa l’imminente registrazione dei suoi  dati nel registro Crif. Pertanto in presenza di  tali irregolarità di iscrizione il  consumatore  ha la possibilità di agire  legalmente  per  ottenere forzosamente la cancellazione del suo nominativo dalla Centrale Rischi della Banca d’Italia e alla Crif e di conseguenza riottenere  la possibilità di accedere al credito.

Il nostro Studio Legale Internazionale Monetti &Associati, promuovendo tutte le azioni legali  previste dalla normativa vigente  in materia, introdotte dal legislatore a tutela del consumatore,  è specializzato nell’individuare le irregolarità delle procedure con le quali gli intermediari finanziari hanno proceduto  all’inserimento del nominativo  nelle Centrali di Rischi e nel  promuovere, in tutta Italia,  azioni  veloci  che  consentano una rapida e forzosa   cancellazione  di tali iscrizioni.

Il nostro Studio Legale Internazionale Monetti &Associati, con il proprio  team di avvocati e consulenti, si occuperà  inizialmente a mezzo di   una istruttoria atta a verificare la situazione Crif del cliente, così come risulta all’Ente Creditizio, di valutare in poco tempo se esistono concrete possibilità di ottenere una cancellazione e/o riabilitazione. Individuata la presenza di  irregolarità nelle procedure di iscrizioni,  promuoverà  contro gli istituti creditizi tutte le azioni necessarie per ottenere la totale cancellazione del nominativo del cliente  dalle centrale di Rischi permettendogli  un  nuovo accesso al sistema creditizio e nel caso, sarà  in grado di  far erogare ai propri clienti nuovi prestiti a mezzo di finanziarie convenzionate con il nostro studio sempre qualora ne sussistano i presupposti.

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DIRITTO ALL’OBLIO (Diritto alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato)

Così com’ è notorio, per “diritto all’oblio” si intende  una particolare forma di garanzia  che prevede il divieto  di diffusione, senza particolari motivi, di informazioni che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore di una persona fisica, per tali intendendosi principalmente i suoi precedenti giudiziari.

Così come chiarito dalla  Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n.19681 del 22 luglio 2019 ”

“In tema di rapporti tra il diritto alla riservatezza (nella sua particolare connotazione del c.d. diritto all’oblio) e il diritto alla rievocazione storica di fatti e vicende concernenti eventi del passato, il giudice di merito – ferma restando la libertà della scelta editoriale in ordine a tale rievocazione, che è espressione della libertà di stampa e di informazione protetta e garantita dall’art. 21 Cost. – ha il compito di valutare l’interesse pubblico, concreto ed attuale alla menzione degli elementi identificativi delle persone che di quei fatti e di quelle vicende furono protagonisti.” In base a questo principio quindi non è legittimo, ad esempio, diffondere informazioni relative a condanne  ricevute o, comunque, altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari di interesse pubblico, ma anche in tale ipotesi  la pubblicità del fatto deve essere proporzionata all’importanza dell’evento ed al tempo trascorso dall’accaduto.

Per cui qualsiasi cittadino nell’esercitare tale diritto può chiedere la rimozione dai motori di ricerca di notizie e informazioni negative  che lo riguardano edanneggiano la sua vita privata e professionale.

Il nostro team di avvocati esperti del settore,  si adopererà per fare  ottenere, nel più breve lasso temporale possibile, la rimozione dal web di tutti quegli articoli e notizie che danneggiano l’immagine, non solo con  costi ragionevoli ma anche garantendo  risultati a lungo termine  e, nel caso tale diritto fosse disatteso, il risarcimento di tutti i danni eventualmente dovuti.

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