ASSEGNO DI DIVORZIO : RITORNA IL TENORE DI VITA

L’assegno di mantenimento è una delle principali conseguenze di carattere patrimoniale che coinvolge gli ex coniugi nella fase di scioglimento del vincolo o in sede di separazione. I dettami in materia valgono ormai senza più alcun dubbio anche nei confronti degli uniti civilmentein sede di scioglimento dell’unione, riconoscendo un assegno al coniuge/unito civilmente più debole. Peraltro, la formazione di una famiglia di fatto da parte del coniuge separato che conviva more uxorio, stabilmente e continuativamente, determina l’estinzione definitiva del diritto all’assegno di mantenimento per il coniuge a carico dell’altro coniuge.

La determinazione del detto assegno è stata di recente oggetto di continue smentite e conferme giurisprudenziali, acuite dall’incessante lavorío legislativo in atto vòlto alla fissazione di precise linee normative rispondenti all’esigenza di evitare, da un lato, che lo scioglimento del matrimonio sia causa di indebito arricchimento e, dall’altro, che sia causa di degrado esistenziale del coniuge economicamente debole che abbia confidato nel programma di vita del matrimonio, dedicandosi alla cura della famiglia rinunciando in tal modo a sviluppare una buona formazione professionale e a svolgere una proficua attività di lavoro o di impresa.

Da ultimo si segnala l’importante ordinanza del 14 febbraio 2019, n. 4523, con la quale la Corte di Cassazione ha ritenuto espressamente applicabile il criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ai fini della determinazione dell’assegno di divorzio in favore dell’ex moglie.

La rilevanza di detta decisione  è data dal fatto che la Suprema Corte si è completamente discostata dalla popolare pronuncia n. 11504 del 2017 con la quale, rivoluzionando il pregresso orientamento in materia, aveva introdotto il principio “dell’autoresponsabilità del coniuge” consistente nella valorizzazione della sua capacità di raggiungere un’indipendenza economica

La Corte, con l’ordinanza del febbraio 2019, confermando la liquidazione dell’assegno di divorzio adeguato all’elevato tenore di vita avuto durante il matrimonio in favore della moglie, ha  invece tenuto in considerazione altri aspetti quali  l’età avanzata, l’assenza di attività lavorativa e di altri redditi e la mancanza di prospettive lavorative.

Alla luce del suddetto orientamento, appare imprescindibile  operare una seria ed obiettiva valutazione finalizzata alla verifica delle condizioni necessarie per la richiesta o la revoca dell’assegno di mantenimento, attraverso l’ausilio di competenti professionisti in materia.

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Avv. Maria Carmela Amoriello Lamberti